5.3.5.3 Altre materie prime

Argento

L’argento, spesso definito “oro del povero” o “oro industriale”, condivide alcune caratteristiche con il metallo giallo, ma presenta differenze significative che ne influenzano il comportamento sul mercato. Come l’oro, è un metallo prezioso e un bene rifugio, tendendo ad apprezzarsi in periodi di incertezza economica e inflazione. Tuttavia, la sua correlazione con i cicli economici è più marcata a causa del suo ampio utilizzo industriale.

A differenza dell’oro, prevalentemente impiegato come bene d’investimento e in gioielleria, l’argento è un componente essenziale in numerosi settori: tecnologia (elettronica, pannelli solari, batterie), medicina, oreficeria (gioielli e argenteria) e automotive. Questa forte domanda industriale lo rende più sensibile alle fluttuazioni dell’economia globale. In periodi di crescita economica, la domanda di argento tende ad aumentare, spingendo il prezzo verso l’alto; viceversa, in fasi di recessione, la domanda cala e il prezzo diminuisce. Ne deriva una maggiore volatilità rispetto all’oro, che lo rende potenzialmente più redditizio in determinati contesti, ma anche più rischioso. Per un investitore, l’argento può offrire una diversificazione aggiuntiva e un potenziale di crescita legato al progresso tecnologico, ma richiede una maggiore attenzione alle dinamiche economiche e industriali

Le altre materie prime e la loro conservazione

La maggior parte delle materie prime, a differenza dell’oro e dell’argento (che, pur richiedendo condizioni specifiche, sono relativamente stabili), presenta sfide significative legate alla conservazione, al trasporto e alla deperibilità. Pensiamo al petrolio, al gas naturale o ai prodotti agricoli come mais, grano e caffè, fino all’allevamento. Acquistare fisicamente queste materie prime comporterebbe enormi problemi logistici, costi di stoccaggio elevati e il rischio di deterioramento o perdita di valore nel tempo.

Contratti future

Per ovviare a queste complessità, gli investitori professionali e le imprese utilizzano strumenti finanziari derivati, in particolare i contratti future. Un future è un accordo per acquistare o vendere una determinata quantità di una materia prima a un prezzo e a una data prestabiliti. Questi contratti consentono di esporsi alle variazioni di prezzo della materia prima senza doverla possedere fisicamente.

Tuttavia, l'utilizzo dei future introduce una complessità aggiuntiva: il contango

Contango: un fattore da non sottovalutare

Il contango si verifica quando il prezzo dei contratti future con scadenza più lontana è superiore al prezzo dei contratti con scadenza più ravvicinata (o al prezzo spot della materia prima). 

Questo fenomeno si manifesta perché i prezzi futuri incorporano i costi di stoccaggio, assicurazione e finanziamento della materia prima fino alla data di scadenza del contratto.

Per un investitore che desidera mantenere un’esposizione a una materia prima tramite future per un periodo prolungato, il contango rappresenta un costo implicito. Quando un contratto future si avvicina alla scadenza, l’investitore deve “rollare” la posizione, ovvero vendere il contratto in scadenza e acquistare un nuovo contratto con scadenza più lontana. Se il mercato è in contango, il nuovo contratto avrà un prezzo più alto, generando una perdita (o un costo) a ogni rollover.

Il costo del contango non è fisso e varia in base alla materia prima, alle condizioni di mercato, alla domanda e offerta e alle aspettative future. Non esiste un valore “medio” universale, poiché si tratta di una percentuale del prezzo della materia prima che cambia continuamente. Tuttavia, in mercati stabilmente in contango, questo costo può erodere significativamente i rendimenti, anche se il prezzo spot della materia prima rimane stabile o aumenta leggermente.
Ad esempio, nei mercati petroliferi con forte contango, il costo annualizzato derivante dai rollover può raggiungere il 10-20% del valore dell’investimento, o anche di più in situazioni estreme. Questo rende l’investimento in materie prime tramite future una strategia complessa e costosa per chi non gestisce attivamente le posizioni.

Considerazioni per i risparmiatori

Alla luce delle complessità logistiche, della volatilità dei prezzi e, in particolare, dei meccanismi dei future e del contango, non consigliamo l'acquisto diretto o l'investimento in materie prime tramite strumenti derivati complessi a risparmiatori non esperti.

L’esposizione diretta a materie prime diverse dall’oro e, in parte, dall’argento richiede una conoscenza approfondita dei mercati dei future, delle dinamiche del contango, dei costi di rollover e delle tecniche di gestione del rischio. Questi strumenti sono progettati per operatori professionali con elevato capitale, competenze specialistiche e la capacità di monitorare costantemente le posizioni.