Diversificare: la regola d'oro degli investimenti
La diversificazione è la "regola d'oro" degli investimenti, spesso riassunta nel celebre adagio "non mettere tutte le uova nello stesso paniere". Tradizionalmente, la diversificazione si è concentrata sulla ripartizione del capitale tra azioni e obbligazioni, le due principali classi di attività. Le azioni offrono potenziale di crescita e apprezzamento del capitale, ma con maggiore volatilità. Le obbligazioni, d'altra parte, sono considerate più stabili e generano un reddito fisso, fungendo da "cuscinetto" nei momenti di turbolenza dei mercati azionari.
Tuttavia, lo scenario economico e finanziario è in costante evoluzione. Limitarsi a investire solo in azioni e obbligazioni potrebbe non bastare per ottenere un equilibrio ottimale tra rischio e rendimento nel portafoglio.
Ecco perché una diversificazione più ampia, che includa asset alternativi e nuove asset class, è diventata cruciale:
1. La correlazione non è costante
La diversificazione si fonda sul principio della decorrelazione: quando due asset si muovono in direzioni opposte o in modo indipendente, le perdite di uno possono essere compensate dai guadagni dell’altro, riducendo la volatilità complessiva del portafoglio.
Storicamente, azioni e obbligazioni hanno mostrato una correlazione bassa o negativa, ma questa relazione non è immutabile.
In periodi di alta inflazione o di rialzo dei tassi d’interesse, come accaduto di recente, la correlazione tra azioni e obbligazioni tende a diventare positiva. In questi scenari, entrambe le classi di asset possono subire perdite contemporaneamente, riducendo l’efficacia della diversificazione tradizionale.
Per questo motivo, è fondamentale includere asset con dinamiche di prezzo differenti, capaci di offrire una protezione aggiuntiva.
2. Protezione dall'inflazione e scenari economici diversi
Alcune classi di asset, come le materie prime, tendono a performare bene in contesti inflazionistici, dove il valore delle valute si erode. L’oro, in particolare, è storicamente considerato un bene rifugio contro l’inflazione e l’incertezza geopolitica. Pur non generando reddito, la sua capacità di mantenere il valore nel tempo lo rende un elemento prezioso per la diversificazione.
Anche le materie prime industriali ed energetiche possono offrire protezione in periodi di crescita economica e aumento dei prezzi, anche se, come abbiamo visto, presentano complessità legate alla conservazione e all'utilizzo dei future.
3. Nuove opportunità e tecnologie disruptive
Il panorama finanziario contemporaneo introduce asset class innovative, come le criptovalute. Sebbene siano strumenti altamente volatili e speculativi, asset come Bitcoin, se inseriti in percentuali minime del portafoglio, possono essere considerati da alcuni investitori come una forma di “assicurazione” contro scenari estremi.
L’idea è che, in caso di una remota implosione del sistema finanziario tradizionale, un asset decentralizzato e caratterizzato da scarsità, come Bitcoin, possa mantenere il proprio valore o addirittura apprezzarsi, proteggendo una parte del patrimonio.
È fondamentale sottolineare che si tratta di un approccio ad alto rischio: la somma investita deve essere considerata come un “premio assicurativo”, con la consapevolezza che potrebbe essere completamente azzerata.
4. Vantaggi della diversificazione "Multi-Asset"
L'inclusione di asset alternativi (come oro, altre materie prime, criptovalute, o anche immobiliare indiretto tramite REIT, private equity per investitori qualificati, ecc.) offre diversi vantaggi:
- Riduzione del rischio complessivo: Distribuendo il capitale tra asset con profili di rischio e rendimento differenti, e con correlazioni variabili, limita l’impatto negativo di una singola performance deludente sull’intero portafoglio.
- Miglioramento del rendimento corretto per il rischio: Una diversificazione più ampia può contribuire a ottenere rendimenti complessivi più stabili nel tempo, anche se gli asset singoli possono fluttuare. L'obiettivo non è massimizzare il rendimento assoluto, ma ottenere il miglior rendimento possibile per il livello di rischio assunto.
- Adattabilità ai cicli di mercato: Ogni asset class tende a performare meglio in determinate fasi del ciclo economico. Un portafoglio ben diversificato tra diverse classi di asset è più resiliente e capace di adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato.
Sebbene azioni e obbligazioni restino la base di molti portafogli, un approccio moderno e prudente alla diversificazione impone di valutare l’integrazione di altre classi di asset. Non si tratta di seguire le mode, ma di comprendere le caratteristiche di ciascun strumento e il suo ruolo nel rafforzare la resilienza del portafoglio nel lungo periodo, sempre con un’attenta analisi dei rischi specifici.
Perché diversificare con Oro e Bitcoin, nonostante non generino reddito
Perché inserire in portafoglio asset che non generano reddito (come dividendi o interessi) e che, apparentemente, non si adattano alla semplice formula ?
La formula è una semplificazione del modello di valutazione dei titoli a reddito perpetuo, dove rappresenta il valore dell'asset, è il reddito generato e è il tasso di interesse o di sconto. In termini semplici, questo modello suggerisce che il valore di un asset dipende dal reddito che genera.
Oro e Bitcoin non pagano cedole o dividendi, quindi, se applicassimo rigidamente , il loro valore sarebbe se (il reddito) è . Tuttavia, nella realtà, oro e Bitcoin hanno un valore di mercato significativo. Questo perché il loro valore deriva da caratteristiche intrinseche che vanno oltre la capacità di produrre reddito, rendendoli strumenti preziosi in una strategia di diversificazione.
Ecco perché, nonostante tutto, possono avere un ruolo strategico nel tuo portafoglio:
1. Il valore non deriva solo dal reddito: scarsità e domanda
Quando pensiamo al valore di un asset, spesso lo associamo direttamente al reddito che può generare. Ma non tutti gli asset preziosi seguono questa logica. Prendiamo un'opera d'arte iconica come la Gioconda di Leonardo da Vinci. Non produce dividendi, non paga interessi, e non ha una funzione produttiva immediata come una fabbrica o un'obbligazione. Eppure, il suo valore è inestimabile. Perché?
Il suo valore deriva da una combinazione di fattori: la sua scarsità assoluta (è unica al mondo), la sua storia e rilevanza culturale, la sua desiderabilità estetica e il suo status di simbolo riconosciuto universalmente. La sua intrinseca unicità e il desiderio collettivo di possederla o ammirarla ne determinano il valore, non un flusso di cassa.
Allo stesso modo, il valore dell'Oro e del Bitcoin non è legato a un reddito generato, ma a principi simili di scarsità, desiderabilità e, soprattutto, a funzioni specifiche che non sono replicabili da asset a reddito:
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Oro: È un metallo estremamente raro sulla Terra, e la sua estrazione diventa sempre più complessa e costosa. La sua domanda è multifattoriale: è apprezzato per la sua bellezza (gioielli), per le sue proprietà fisiche (componente industriale in elettronica e medicina), ma la parte più significativa del suo valore deriva dal suo ruolo millenario di riserva di valore e bene rifugio. Fin dall'antichità, in ogni cultura e civiltà, l'oro è stato riconosciuto come un deposito di ricchezza che mantiene il suo potere d'acquisto nel tempo, specialmente in periodi di instabilità economica o svalutazione delle valute cartacee. La sua unicità chimica, la sua indistruttibilità e la sua storia consolidata come "denaro universale" sono gli elementi che ne definiscono il valore, indipendentemente dalla capacità di produrre un reddito.
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Bitcoin: È spesso definito l'"oro digitale" per la sua scarsità assoluta: esisteranno solo 21 milioni di unità, un limite garantito matematicamente dal protocollo della blockchain. Questa caratteristica lo rende immune alla diluizione monetaria, a differenza delle valute tradizionali. Il suo valore deriva dalla natura decentralizzata, dalla sicurezza crittografica e dalla crescente accettazione come riserva di valore alternativa. In un contesto di inflazione elevata o crisi del sistema finanziario, Bitcoin può rappresentare un’ancora di stabilità, pur restando un asset altamente volatile.
In entrambi i casi, il valore è legato a proprietà intrinseche di unicità, scarsità e una percezione collettiva della loro funzione di "deposito di valore" o "bene rifugio", piuttosto che alla generazione di un flusso di reddito. Questo li rende strumenti potenti per la diversificazione, capaci di agire in modo indipendente da asset tradizionali, proprio come un'opera d'arte può mantenere il suo valore anche se l'economia globale attraversa una crisi.
2. Funzione di bene rifugio e protezione dall'Inflazione
Oro e Bitcoin, pur con caratteristiche diverse, condividono una funzione cruciale: agire come beni rifugio in contesti di incertezza economica e inflazione.
- Oro: Storicamente, l'oro ha dimostrato di mantenere il suo potere d'acquisto, e spesso di apprezzarsi, quando le valute fiat perdono valore a causa dell'inflazione o quando i mercati azionari e obbligazionari sono in crisi. Agisce come un'assicurazione contro la svalutazione monetaria e la perdita di fiducia nel sistema finanziario tradizionale. La sua performance non è legata al rendimento delle aziende o ai tassi d'interesse, il che lo rende un diversificatore efficace in questi scenari.
- Bitcoin: Sebbene più volatile dell'oro, molti lo vedono come una versione digitale dell'oro, con un potenziale simile di protezione contro l'inflazione, specialmente in contesti di eccessiva stampa di denaro da parte delle banche centrali. La sua natura decentralizzata e la sua resistenza alla censura lo rendono attraente per chi cerca un'alternativa al sistema bancario tradizionale, fungendo quasi da "polizza assicurativa" contro scenari estremi di malfunzionamento o implosione di quel sistema.
3. Benefici di diversificazione e decorrelazione
Questo è il motivo principale per includerli in portafoglio, nonostante non generino reddito. La regola non considera il beneficio di una bassa correlazione con gli asset tradizionali.
- Minore correlazione: Oro e, in parte, Bitcoin hanno storicamente mostrato una correlazione bassa o addirittura negativa con azioni e obbligazioni. Quando gli investimenti tradizionali scendono (perché l'economia rallenta, i tassi salgono o c'è una crisi), oro e Bitcoin possono mantenersi stabili o addirittura salire.
- Riduzione della volatilità complessiva: Includere asset decorrelati aiuta a ridurre le fluttuazioni complessive del tuo portafoglio. Le perdite su un fronte possono essere compensate dai guadagni sull'altro, portando a un percorso di crescita più stabile e meno stressante nel lungo periodo.
- Miglioramento del rapporto Rischio/Rendimento: L'obiettivo della diversificazione non è solo ridurre il rischio, ma ottimizzare il rendimento per ogni unità di rischio assunta. Aggiungendo oro e Bitcoin (quest'ultimo in dosi omeopatiche, data l'estrema volatilità), puoi potenzialmente migliorare questo rapporto, ottenendo un portafoglio più resiliente.
In sintesi, mentre azioni e obbligazioni sono fondamentali per la generazione di reddito e la crescita del capitale in condizioni di mercato "normali", oro e Bitcoin (quest'ultimo usato con cognizione di causa e moderazione) offrono una copertura contro scenari "anormali" – inflazione elevata, crisi sistemiche, incertezza geopolitica – dove la loro natura di riserva di valore scarsa e/o decentralizzata assume una rilevanza cruciale. Non sono strumenti pensati per “produrre”, ma per “proteggere” e diversificare, bilanciando i rischi derivanti da una pura esposizione ad asset basati sul reddito.