5.3.5.2 Oro

Disponibilità e cenni storici

La quantità totale di oro è limitata e si stima che finora ne siano state estratte circa 208.874 tonnellate (dato aggiornato al 2023 secondo il World Gold Council), la maggior parte delle quali è ancora in circolazione, principalmente sotto forma di gioielli, lingotti, monete e componenti tecnologici. Nonostante l’attività estrattiva continui, i giacimenti più facilmente accessibili sono stati sfruttati, rendendo le nuove scoperte sempre più complesse e costose.

La storia dell’oro è strettamente intrecciata con quella dell’umanità. Fin dall’antichità, è stato apprezzato per la sua bellezza, duttilità e inalterabilità, caratteristiche che lo hanno reso simbolo di ricchezza, potere e divinità. Le prime civiltà lo utilizzavano per gioielli, artefatti religiosi e come mezzo di scambio. Con il tempo, l’oro divenne la base dei sistemi monetari di molte nazioni, culminando nel gold standard, un sistema in cui il valore di una valuta era direttamente legato a una quantità specifica di oro. Sebbene la maggior parte dei Paesi abbia abbandonato il gold standard nel corso del XX secolo, l’oro ha mantenuto il suo status di bene rifugio globale, ossia un asset a cui gli investitori si rivolgono nei periodi di incertezza economica e politica.

Perché l'oro è utile in un'asset allocation

L'oro è un bene reale che può stabilizzare il portafoglio tipicamente nelle seguenti situazioni di mercato:

  1. Inflazione elevata e iperinflazione, storicamente l'oro ha dimostrato di mantenere il suo valore, o addirittura di apprezzarsi, durante periodi di crisi economica o incertezza
  2. Incertezza economica e aumento dell'instabilità geopolitica, in questi scenari, il suo ruolo di bene rifugio diventa preminente, e l’allocazione può essere aumentata in previsione o in risposta a tali eventi.
  3. Decremento dei tassi di interesse reali
  4. Deprezzamento del dollaro USA
  5. Diversificazione del portafoglio, l’oro presenta una bassa correlazione, e talvolta una correlazione negativa, con gli asset finanziari tradizionali come azioni e obbligazioni. Questo significa che, quando i mercati azionari o obbligazionari subiscono flessioni, l’oro può muoversi in modo indipendente o addirittura positivo, contribuendo a ridurre la volatilità complessiva del portafoglio e a migliorarne il rapporto rischio/rendimento.

Per le ragioni sopra indicare, l'oro è molto volatile ma serve a ridurre la volatilità complessiva del portafoglio.

Teorie su come inserire l'oro nel portafoglio

L'integrazione dell'oro in un portafoglio dipende dagli obiettivi dell'investitore, dall'orizzonte temporale e dalla propensione al rischio.

Ecco alcune teorie comuni:

  • Percentuale fissa (5-10%): questa strategia si basa sull’idea che l’oro agisca come “ancora” o diversificatore permanente, offrendo protezione in caso di turbolenze di mercato senza influenzare eccessivamente la performance complessiva del portafoglio. È un approccio conservativo che mira a bilanciare crescita e protezione del capitale.
  • Strategia "All Weather" o Portafoglio Permanente: ispirata ai principi di asset allocation orientati alla resilienza in qualsiasi condizione di mercato, questa teoria propone di includere l’oro come uno dei quattro pilastri principali di un portafoglio bilanciato, insieme ad azioni, obbligazioni a lungo termine e liquidità. L’obiettivo è garantire stabilità e rendimenti accettabili nel lungo periodo, indipendentemente dallo scenario economico (inflazione, deflazione, crescita, recessione).
  • Altre strategie: sono trattate in un'apposito paragrafo

Per un risparmiatore comune, l’esposizione alle materie prime può avvenire indirettamente, ad esempio tramite ETC (Exchange Traded Commodity) che replicano indici di materie prime.