Il
Fed Model, noto anche come
Earning Yield vs. Bond Yield, confronta il rendimento degli utili (
Earning Yield, inverso del P/E) del mercato azionario con il rendimento delle obbligazioni a lungo termine, tipicamente il
Treasury a 10 anni.
Se l’Earning Yield supera il rendimento obbligazionario, il modello suggerisce che le azioni siano più attraenti rispetto alle obbligazioni.
Caratteristiche storiche
- Estremamente volatile: ha registrato un minimo negativo del -2,5% durante la bolla dot-com del 2000 e un massimo del 12% nella crisi finanziaria del 2008.
- Media storica: circa 3% in periodi stabili e tra 4% e 6% nell’ultimo secolo.
Esempi:
– Se l’Earning Yield è del 4,8% e il rendimento delle obbligazioni a 10 anni è del 3,8%, il premio al rischio è dell’1%, il che implica che le azioni sono solo leggermente più attraenti rispetto alle obbligazioni.
– Se un investimento privo di rischio (come il Treasury USA a 10 anni
[1] ) rendesse il 3% e si aggiungesse un ulteriore 2% per il maggior rischio, si arriverebbe ad un rendimento del 5% che corrisponde ad un P/E di 20 (100 / 5 = 20); se il Treasury rendesse il 4% e si aggiungesse un ulteriore 6% per un paese particolarmente rischioso, si arriverebbe ad un rendimento del 10% che corrisponde ad un P/E di 10 (100 / 10 = 10).
Pregi:
– Semplicità: È un modello facile da comprendere e utilizzare, poiché confronta due indicatori chiave (mercato azionario e obbligazionario).
– Strumento comparativo: È utile per valutare se le azioni offrono un premio al rischio congruo rispetto alle obbligazioni, specialmente in un contesto di tassi di interesse bassi o alti.
– Riflette le condizioni del mercato: Dato che tiene conto sia dei rendimenti obbligazionari attuali (consuntivi) che degli utili futuri (preventivi), è un modello che considera entrambi gli aspetti.
Difetti:
– Inflazione: non considera che le azioni sono beni reali e le obbligazioni no, pertanto, l’inflazione futura tenderà a penalizzare fortemente le obbligazioni.
– Semplicistico: Non considera variabili importanti come i profitti aziendali a lungo termine o i rischi geopolitici, rendendolo un indicatore piuttosto “rozzo” per decisioni di investimento complesse.
– Limitato dalla volatilità dei tassi: Il modello dipende fortemente dal livello dei tassi di interesse. In un periodo di tassi bassi, può dare un segnale fuorviante, suggerendo che le azioni siano sempre attraenti.
– Non considera altri fattori di rischio: Il Fed Model non tiene conto della volatilità del mercato, della leva finanziaria o di rischi specifici del settore o del paese.