L’inflazione rappresenta uno degli aspetti più rilevanti da considerare quando si investe in obbligazioni, poiché incide direttamente sul valore reale dei rendimenti e sulle decisioni di politica monetaria delle banche centrali. Comprendere il rapporto tra inflazione e obbligazioni, insieme ai cicli inflazionistici, è fondamentale per prendere decisioni consapevoli.
Per un investitore in obbligazioni, l’inflazione può avere un duplice impatto:
- Erode il potere d’acquisto dei rendimenti: se un’obbligazione garantisce un rendimento del 3% annuo e l’inflazione è al 4%, il rendimento reale è negativo (-1%).
- Influenza i tassi di interesse: per contrastare l’inflazione, le banche centrali tendono ad aumentare i tassi di interesse, il che può determinare una diminuzione del prezzo delle obbligazioni già emesse.
Come l’inflazione incide sulla scelta delle obbligazioni
Obbligazioni a tasso fisso
- Le obbligazioni a tasso fisso risentono maggiormente in contesti di alta inflazione, perché i loro rendimenti restano invariati mentre i prezzi aumentano.
- Strategia: evitare obbligazioni a lungo termine durante periodi di inflazione crescente, poiché il loro valore di mercato tende a ridursi in misura maggiore rispetto a quello delle obbligazioni a breve termine.
Obbligazioni indicizzate all’inflazione (TIPS)
- I TIPS (Treasury Inflation-Protected Securities) offrono una protezione efficace contro l’inflazione, poiché sia il capitale sia i pagamenti di interesse vengono rivalutati in base all’indice dei prezzi al consumo (CPI).
- Strategia: particolarmente indicati in periodi di inflazione elevata o in crescita.
Obbligazioni a tasso variabile
- Le obbligazioni a tasso variabile (floating rate) prevedono cedole che si adeguano periodicamente ai tassi di interesse di mercato, offrendo una protezione naturale contro l’inflazione.
- Strategia: Investire in obbligazioni a tasso variabile durante periodi di rialzo dei tassi.
Obbligazioni corporate high yield
- Queste obbligazioni offrono rendimenti più elevati, che possono contribuire a compensare, almeno in parte, la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione.
- Strategia: Valutare l'acquisto di obbligazioni high yield in contesti di inflazione moderata e crescita economica.
I quattro cicli dell’inflazione
- Inflazione: un aumento generalizzato e prolungato dei prezzi di beni e servizi.
Cause comuni: domanda aggregata superiore all’offerta, incremento dei costi di produzione (inflazione da costi), politiche monetarie espansive (tassi bassi o iniezioni di liquidità).
Effetti sulle obbligazioni: riduzione del potere d’acquisto dei rendimenti; rialzo dei tassi di interesse, che deprime il prezzo delle obbligazioni a tasso fisso.
- Deflazione: una diminuzione generalizzata e prolungata dei prezzi.
Cause comuni: calo della domanda aggregata, sovrapproduzione rispetto alla domanda e aspettative di prezzi più bassi che inducono a rinviare gli acquisti.
Effetti sulle obbligazioni: favorisce le obbligazioni a lungo termine, poiché i tassi di interesse scendono per stimolare la domanda; il rendimento reale delle obbligazioni aumenta grazie al maggior potere d’acquisto.
- Disinflazione: un rallentamento del tasso di inflazione, senza arrivare a una diminuzione dei prezzi.
Cause comuni: politiche monetarie restrittive (rialzo dei tassi per contenere l’inflazione), stabilizzazione economica dopo un periodo di alta inflazione.
Effetti sulle obbligazioni: vantaggiosa per le obbligazioni a lungo termine, poiché il calo dell’inflazione può portare a tassi più bassi; riduce la necessità di strumenti di protezione dall’inflazione.
- Riflazione: ripresa dell’aumento dei prezzi dopo un periodo di deflazione o disinflazione.
Cause comuni: politiche fiscali e monetarie espansive per rilanciare l’economia (ad esempio, tagli dei tassi o stimoli fiscali), crescita della domanda dopo una recessione.
Effetti sulle obbligazioni: penalizza le obbligazioni a tasso fisso, poiché i tassi di interesse potrebbero iniziare a salire; favorisce i TIPS e le obbligazioni a breve termine, più reattive ai cambiamenti.
Esempi pratici di inflazione e obbligazioni
- Inflazione degli anni ’70:
- L’alta inflazione causò perdite significative per le obbligazioni a tasso fisso.
- I TIPS non erano disponibili all’epoca, ma sarebbero stati strumenti ideali.
- Deflazione del 2008:
- Durante la crisi finanziaria, l’inflazione crollò e le obbligazioni a lungo termine guadagnarono valore grazie ai tagli dei tassi della Fed.
- Inflazione post-COVID (2021-2022):
- L’aumento dell’inflazione ha penalizzato le obbligazioni a lungo termine, mentre i TIPS e le obbligazioni a tasso variabile hanno offerto protezione.
FATTORE CRUCIALE
L’inflazione è un fattore determinante nella scelta delle obbligazioni, poiché incide sia sul rendimento reale sia sulla loro sensibilità ai tassi di interesse. Comprendere i quattro cicli dell’inflazione consente di adattare le strategie di investimento al contesto economico, selezionando strumenti che offrano protezione dall’aumento dei prezzi o che traggano vantaggio dal calo dei tassi.
Investire in obbligazioni non significa semplicemente scegliere tra “sicurezza” e “rischio”, ma anche valutare come le dinamiche inflazionistiche possano influire sui rendimenti futuri. Un portafoglio obbligazionario costruito in funzione dei cicli dell’inflazione permette agli investitori di affrontare con successo ogni fase del ciclo economico.
L'inflazione può essere anche influenzata da elementi esterni quali la massa monetaria in circolazione [1]