Ribilanciamento

5.5.5 Ribilanciamento

Ribilanciamento: quando conviene?

Il ribilanciamento del portafoglio è un elemento fondamentale nella gestione finanziaria, poiché consente di mantenere la propria esposizione al rischio coerente con gli obiettivi prefissati, ma non sempre è necessario.

Potrebbe non essere necessario ribilanciare

Se il tuo PAC ha raggiunto l'obiettivo prefissato è probabile che tu sia in una situazione finanziaria talmente brillante che non fare nulla sia lpossa essere la scelta migliore.

In questo caso, è più utile concentrare la tua attenzione sull’asset allocation patrimoniale complessiva, che non riguarda solo gli strumenti finanziari, ma anche altri asset come immobili, liquidità e investimenti alternativi.

Vuoi proprio ribilanciare

Una volta raggiunta la tua asset allocation obiettivo, potresti ritenere opportuno effettuare dei ribilanciamenti periodici per mantenere la composizione del portafoglio in linea con i tuoi obiettivi. Con il tempo, infatti, l’andamento dei mercati provoca oscillazioni nelle diverse componenti, creando un disequilibrio rispetto all’esposizione iniziale.
Ad esempio, le azioni tendono a offrire rendimenti superiori rispetto alle obbligazioni nel lungo periodo: un portafoglio inizialmente composto da 50% azioni e 50% obbligazioni, col tempo, si sposterà sempre più verso le azioni.

L'attività di ribilanciamento permette di:

  • gestire il rischio;

  • mantenere il portafoglio allineato ai propri obiettivi;

  • migliorare le performance.

Esistono diverse tecniche [1] ma attenzione a non esagerare con la frequenza. Il nostro consiglio è di effettuare un ribilanciamento una volta all’anno, aggiungendone eventualmente uno extra in caso di eventi di mercato particolarmente violenti. In questo modo eviterai di ritrovarti con un’esposizione eccessiva sull’asset class che ha performato meglio, riducendo il rischio di volatilità. Tuttavia, anche un ribilanciamento troppo frequente non è positivo, perché ti impedirebbe di catturare i trend di mercato.

Grazie al ribilanciamento, potrai operare in logica contrarian: alleggerendo gli asset che hanno avuto performance migliori e incrementando quelli che hanno performato peggio, sfruttando la regola del ritorno alla media dei rendimenti.

Il miglior ribilanciamento 

Ribilanciare il portafoglio comporta costi di transazione, spread e oneri fiscali significativi quando si decide di vendere un asset. Per questo motivo, è stato dimostrato che un ribilanciamento troppo frequente può ostacolare l’effetto Momentum e non sempre risulta efficace.

Se hai la possibilità di effettuare nuovi acquisti in modo regolare, ad esempio grazie a entrate da lavoro o altre fonti, è consigliabile ribilanciare il portafoglio attraverso nuovi investimenti.

Questa strategia consente di risparmiare sui costi sopra menzionati, in particolare quelli fiscali, e permette comunque di modificare la composizione del portafoglio, aumentando o riducendo il peso di ciascun asset nel tempo.

NOTE

[1]

Tipologie di ribilanciamento:

  • periodico: l’investitore si prefigge delle scadenze annuali, semestrali, trimestrali o mensili (maggiore sono i ribilanciamenti maggiori sono i costi);
  • 5/25: il portafoglio deve essere ribilanciato quando si discosta di un 5% (per i portafogli semplici) o di un 25% (per i portafogli complessi);
  • A bande differenziate secondo le diverse tipologie di asset class o secondo la propria propensione al rischio;
  • Con nuova liquidità: non si disinveste in un’asset class per investirne in un’altra ma si ribilanciano le % immettendo nuova liquidità nel portafoglio.