Categorie di ETF
Gli specialisti esterni, che si avvalgono di MyGuru, operano prevalentemente attraverso investimenti in ETF [1], è quindi importante conoscerne le diverse categorie e tipologie.
Gli ETF (acronimo di Exchange Traded Funds) sono fondi o SICAV a basse commissioni di gestione negoziati in Borsa come le normali azioni. Essendo fondi a gestione passiva si caratterizzano per il fatto di avere come unico obiettivo quello di replicare fedelmente l'andamento e quindi il rendimento di indici azionari, obbligazionari o di materie prime.
La differenza tra un ETF ed un Fondo d'investimento è che l'ETF deve replicare quanto più possibile uno specifico indice, materia prima o paniere di titoli. Al contrario un Fondo comune d'investimento viene gestito da un gestore che tenta di generare un extra rendimento per l’investitore rispetto ad un benchmark di riferimento.
Di conseguenza mentre con il Fondo vi è una gestione attiva di acquisto/vendita di titoli, con un ETF la gestione è totalmente passiva considerato che si limita a replicare l'indice. Questa è la ragione per la quale i costi di un ETF sono notevolmente minori.
Inoltre, gli ETF sono negoziati in qualsiasi momento dell'orario di negoziazione della Borsa valori come se fossero azioni mentre, i Fondi, vengono negoziati solo una volta al giorno per tramite della società di investimento.
Replica fisica o sintetica
L' ETF può replicare l'indice in due modi, mediante replica fisica o replica sintetica. MyGuru consiglia di operare esclusivamente mediante ETF a replica fisica. Infatti, gli ETF a replica fisica possiedono fisicamente i titoli che compongono l'indice di riferimento. Viceversa, gli ETF a replica sintetica, non possiedono i titoli che compongono gli indici, ma stipulano degli accordi per garantirsi un ritorno economico uguale alla performance dell'indice.
L'ETF a replica fisica è uno strumento estremamente sicuro, in quanto, è separato dal patrimonio del gestore. Ciò significa che se il gestore dovesse fallire (iShares, Vanguard, Xtrackers, Lyxor, Amundi, ecc.), il tuo ETF non verrebbe toccato. Comprare ETF a replica fisica equivale a comprare una cassetta di sicurezza in banca dove custodisci i tuoi valori: il contenuto della cassetta di sicurezza non è della banca ma tuo, se la banca dovesse fallire il contenuto della cassetta di sicurezza resterebbe tuo.
La replica fisica può essere completa o a campionamento. La replica fisica completa implica che nell'ETF sono presenti tutti i titoli che compongono l'indice, mentre la replica a campionamento implica che nell'ETF non sono presenti tutti i titoli dell'indice, ma solo alcuni di essi, generalmente i titoli a maggior capitalizzazione. Gli ETF a replica fisica completa sono più diversificati e replicano più fedelmente l'indice di riferimento ma la differenza non è sostanziale.
Armonizzati e non
Gli ETF armonizzati si distinguono nel panorama degli investimenti per l'adesione alle normative Ucits dell'Unione Europea. Seguono quattro principi cardine:
- Diversificazione: nessuna posizione può eccedere il 20% del valore totale, estendibile al 35% in situazioni eccezionali.
- Liquidezza: gli investitori hanno la libertà di riscattare le proprie quote in qualunque momento, inoltre la separazione tra gli asset del fondo e quelli del gestore assicura che, in caso di problemi finanziari del gestore, gli investimenti rimangano protetti.
- L'uso di derivati: è permesso ma con restrizioni per evitare rischi eccessivi, permettendo l'impiego di tali strumenti principalmente per strategie di copertura o miglioramento della performance.
- La trasparenza: pubblicano regolarmente documenti informativi, come il KIID e i report periodici.
Gli ETF non armonizzati non sono vincolati dalla normativa Ucits e pertanto seguono le leggi della loro giurisdizione di registrazione. Questo può comportare una maggiore flessibilità nelle politiche di investimento, ma anche una minore protezione per gli investitori e una ridotta accessibilità nei mercati europei. Questi fondi possono presentare strategie di investimento più aggressive o una diversificazione meno rigorosa, introducendo potenzialmente maggiori rischi.
In conclusione, gli ETF armonizzati offrono agli investitori una combinazione attrattiva di sicurezza, flessibilità e trasparenza, rendendoli una scelta privilegiata per chi cerca di diversificare il proprio portafoglio riducendo l'esposizione al rischio.
A distribuzione e ad accumulo
Gli ETF si distinguono in due categorie principali in base alla gestione dei proventi: a distribuzione e ad accumulo.
A distribuzione pagano regolarmente ai detentori di quote i dividendi ottenuti dagli investimenti del fondo, offrendo un flusso di reddito periodico.
Ad accumulo reinvestono automaticamente i dividendi all'interno del fondo, anziché distribuirli, sono ideali per gli investitori a lungo termine perché favoriscono la crescita del valore delle quote nel tempo grazie alla capitalizzazione composta dei rendimenti e della fiscalità posticipata.
Principali categorie
Le principali categorie in cui si suddividono gli ETF sono:
Azionari
In un capitolo successivo analizziamo la categoria che replica l'indice azionario globale ma è possibile anche acquisire ETF che replicano specifici segmenti geografici (ad es: MSCI Emerging Markets, MSCI Europe, MSCI Japan IMI, ecc.) o settoriali (ad es: MSCI Europe Healthcare, MSCI Information Technology, STOXX Europe 600 Automobiles & Parts, ecc.).
Ovviamente tutti questi ulteriori ETF tematici sono più volatili in quanto meno diversificati rispetto agli ETF che replicano l'indice azionario globale.
Obbligazionari
In un capitolo successivo analizziamo gli ETF Investment Grade e High Yield ma è possibile anche acquisire ETF che replicano specifici segmenti quali quelli delle Obbligazioni di Paesi Emergenti (es. JP Morgan EMBI Global Core), Obbligazioni Convertibili (es. Refinitiv Qualified Global Convertible), ETF su asset alternativi quali immobiliari (es. FTSE EPRA/NAREIT Developed Dividend+), private equity (es. S&P Listed Private Equity), multi-asset (es. Morningstar Global Multi-Asset Infrastructure), IPO (es. IPOX Schuster US 100), ecc.
Fattoriali e Smart Beta [2]
Il peso delle azioni da inserire nell'ETF non tiene in considerazione la capitalizzazione ma la caratteristiche dei titoli che hanno dimostrato di generare rendimenti superiori alla media o di ridurre la volatilità.
Tra i fattori più comuni abbiamo:
- titoli con valutazioni basse rispetto ai fondamentali, tipicamente il PE (rapporto prezzo utili) ed il PB (rapporto prezzo patrimonio netto contabile);
- titoli con particolari vantaggi competitivi;
- titoli con volatilità inferiore alla media;
- titoli che hanno conseguito una performance superiore alla media;
- titoli a bassa capitalizzazione (small cap);
- equal weighting piuttosto che quelli basati su dividendi, ricavi, ecc.
Tematici o Settoriali [3]
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Gli ETF tematici si concentrano su settori specifici o tendenze emergenti, come tecnologia, energia rinnovabile o salute, offrendo investitori l'opportunità di sfruttare trend di mercato particolari.
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Gli ETF settoriali si focalizzano su industrie specifiche, come finanziario, tecnologia o sanità, permettendo agli investitori di concentrarsi su un particolare settore economico.
Gestione attiva
Cercano performance maggiori dell'indice di riferimento. Consentendo agli investitori d'acquistare o vendere durante l'orario di negoziazione diversamente dai fondi comuni d'investimento che vengono scambiati una volta al giorno dopo la chiusura dei mercati.
Leva / leva inversa
Gli ETF a leva moltiplicano la performance positiva o negativa giornaliera dell'indice di riferimento utilizzando derivati come futures, opzioni e swap.
Quelli a leva inversa garantiscono performance inversa rispetto all'andamento dell'indice sottostante.
Entrambi sono soggetti a rischi di controparte in quanto utilizzano derivati per raggiungere lo scopo ed hanno costi di gestione più elevati.
Conclusioni
Ad eccezione degli ETF che trattiamo con maggiore attenzione nei capitoli successivi (azionari world e obbligazionari), tutti gli altri ETF offrono esposizioni mirate che possono generare extra performance ma comportano anche rischi specifici e periodi di sotto performance.
Riteniamo che siano strumenti da utilizzare con cautela.
Tendenzialmente sconsigliamo:
- tematici o settoriali [3] in quanto riducono la diversificazione complessiva del portafoglio;
- gestione attiva e quelli a leva in quanto i costi solitamente non giustificano il risultato.
Possibile prendere in considerazione i fattoriali [2] in quanto storicamente hanno portato ad un lieve maggior rendimento.
Per alcuni la ragione è da attribuire al maggior rischio:
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Value: hanno scarse prospettive di crescita e necessitano di maggiori investimenti a parità di performance;
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Small Size: sono più vulnerabili ai cambiamenti di mercato in quanto hanno meno risorse finanziarie e meno clienti.
Per altri, Momentum, Quality e Low Volatility, in quanto sembra che i periodi favorevoli incidono più di quelli sfavorevoli.
Tutti questi ETF settoriali performano in particolari situazioni di mercato mentre sono sono più vulnerabili in altri. Per questa ragione ci sono ETF che puntano su azioni che hanno caratteristiche esattamente opposte: Growth, Large size, con basso Momentum / Quality e con Alta volatilità.
NOTA